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PREMIAZIONI PROVINCIALI 2014

PREMIAZIONI PROVINCIALI – 30 NOVEMBRE 2014

Premiazioni 2014 Rho

Carissime Società,

in allegato trovate la locandina delle Premiazioni 2014 del Comitato Provinciale di Milano che si terranno il 30 Novembre a Rho all’Auditorium “Padre Reina” in via Meda 20.

La locandina non rispecchia necessariamente il programma di premiazioni che verrà illustrato ad inizio incontro e , se possibile, vi verrà anticipato in una “reminder mail”.

Abbiamo ricevuto da alcune società segnalazioni di anniversari societari:

per non appesantire la durata delle premiazioni (stimata in 90-120 minuti), abbiamo deciso che i riconoscimenti verranno consegnati nel primo incontro di inizio anno.

Vi aspettiamo numerosi, come sempre

Rho provinciali 2014 rev1

EDVIGE PETTINATO (Team Galbiati)

Una medaglia del tutto inattesa ha coronato i sogni della “ragazza” del Team Galbiati in terra inglese: nel torneo iridato d’inseguimento sui 2000 metri riservato ai Master Edvige è finita alle spalle della britannica Byrkmyre (oro) e dell’australiana Faulkner (argento).
Edvige Pettinato, l’indomita “mamma in bici” di Lainate, ha colto domenica 5 ottobre un alloro
prestigioso in terra inglese: ha conquistato la medaglia di bronzo nell’inseguimento femminile
ai Mondiali Master di ciclismo su pista in corso a Manchester – sono iniziati sabato 4 ottobre, si
concluderanno sabato 11 ottobre – nella categoria MW2, riservata alle atlete over 40.
Dopo il titolo italiano ottenuto nella velocità al velodromo di Mori a inizio settembre, la Pettinato si è superata in Inghilterra in una specialità ben più ostica, classificandosi alle spalle della britannica Janet Byrkmyre (oro sui 2000 metri, pari a 8 giri del velodromo) e all’australiana Sharee Faulkner, medaglia d’argento.
A maggior merito della Pettinato, portacolori del Team Galbiati (cui tiene moltissimo), va detto
che Edvide ha partecipato al Mondiali a sue spese, in forza della grande passione che anima lei
i familiari e il Team Galbiati, i suoi primi tifosi..  I nostri complimenti per la grande impresa

Gianni Poli
pr Team Galbiati

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LA SCOMPARSA DI GIUSEPPE ARDIGO’

E’ con grande tristezza che il Presidente ed i consiglieri del Comitato Provinciale hanno appreso dell’improvvisa scomparsa del “past president” Giuseppe Ardigò.

Stringiamo in un caloroso abbraccio la famiglia di Giuseppe e ci uniamo al suo dolore per la perdita di un uomo che è stato un energico pilastro in molte battaglie del Comitato.

Scrive Enrico Landoni sul sito del CRL:

“Un uomo del territorio e delle periferie, sensibile ai problemi e alle istanze della base e appassionatissimo della bicicletta e della sua cultura. Questo è stato Giuseppe Ardigò, non a caso componente della Commissione Nazionale per i Servizi dell’Organizzazione Periferica della FCI e per lungo tempo consigliere e quindi Presidente del Comitato Provinciale di Milano.
Tante, in queste vesti, sono state le battaglie combattute a favore della promozione del nostro sport a livello scolastico e giovanile e della sua diffusione in ambito femminile, con generosità e alterni successi. Il suo peggior nemico era la burocrazia, quella dei permessi, dei nulla osta, dei pigri, dei pavidi e degli zelanti, che considerava infatti l’ostacolo più alto da superare per poter organizzare e promuovere in modo adeguato e sereno l’attività su strada. Indimenticabile, a riguardo, è stata un’intervista-sfogo, rilasciata nel 2007 a Dario Ceccarelli per Tuttobici. E proprio con il ricordo di questo energico e appassionato intervento, del tutto rispondente al carattere, al profilo e all’indole dell’uomo, è giusto salutare per l’ultima volta l’amico Giuseppe”

STATI GENERALI DEL CICLISMO LOMBARDO – 18 OTTOBRE A RHO

Si allega il contributo del CP di Milano

Contributo in versione pdf

Stati Generali della FCI Lombarda

18 ottobre-Auditorium“Padre Reina”, via Meda 20, Rho-Mi

Buongiorno a tutti,

voglio innanzitutto complimentarmi e ringraziare il CRL e il suo Presidente Francesco Bernardelli per aver ideato e voluto questa importante giornata che ci consente, a metà mandato, di fare il punto sullo stato di salute generale del nostro sport.

Purtroppo oggi non sono presenti i vertici Federali e non voglio qui disquisire sulle ragioni della loro scelta, faccio però mio un vecchio detto che sostiene che gli assenti hanno sempre torto, o meglio, non hanno mai ragione.

Voglio anche precisare che tutti i presenti sono qui in quanto amano il ciclismo e non certamente per creare divisioni e confusione come alcuni vorrebbero far credere.

Fatte queste precisazioni devo dire che per evitare un inconcludente e lungo elenco della spesa ho preferito incentrare le mie proposte su pochi punti che sono la somma dei suggerimenti e delle chiacchierate con i Dirigenti e gli appassionati che popolano le nostre gare e che riguardano:

–   i diritti che alcune volte vengono negati da vincoli e veti

–   l’adeguamento dei bonus  previsti nei trasferimenti

–   la necessità di dipanare i possibili conflitti di interesse

–   la necessità di avere una sicura autonomia regionale

–   le difficoltà burocratiche  nell’organizzazione delle gare

–   gli aspetti negativi delle  società promiscue

–   la deriva di diverse  riunioni tecniche

–   il buon senso che in alcuni casi  viene a mancare

Argomenti che sono convinto non siano assolutamente secondari agli altri problemi di cui soffre il nostro sport e a cui bisognerà dare le necessarie e adeguate soluzioni.

Parto da ciò che per me è il primo e serio problema che riguarda lo stato di diritto che in diverse occasioni viene purtroppo a mancare in quanto sopraffatto da troppi vincoli e veti e ciò, lasciatemelo dire, non ci fa onore.

Se pensiamo che l’Europa ha sancito la libera circolazione di tutti i propri cittadini capite che è a dir poco anomalo e fuori luogo che le nostre regole prevedano ancora che i nostri Comitati possano porre dei veti alla libera circolazione degli atleti tra cui, non dimentichiamocelo, molti sono minorenni.

Va detto che la loro soppressione consentirebbe da subito di non avere più le pesanti situazioni di oggi quando è capitato che a pagare sia stato il ragazzo a cui noi adulti gli abbiamo impedito addirittura di gareggiare e questo è veramente insopportabile.

Sicuramente questi veti e vincoli appartengono a situazioni e culture del passato che vanno superate al più presto per allinearci all’oggi sancendo in via definitiva il sacrosanto diritto alla libera scelta e alla libera circolazione.

Eliminandoli impediremmo anche che essi siano furbescamente utilizzati come grimaldello per alzare la posta in gioco ben oltre i Bonus oggi in vigore nei trasferimenti.

A mio parere questi Bonus andrebbero migliorati prevedendo anche il calcolo degli anni di tesseramento dell’atleta in una Società così da renderli più equi ben sapendo che essi vanno o andranno prevalentemente alle nostre Società che con tanta passione portano avanti l’attività giovanile e per questo hanno diritto ad avere tanta attenzione e riconoscenza in quanto senza di loro non ci sarebbe futuro per il nostro sport.

Aggiungo, alla luce dell’esperienza maturata, che andrebbe valutata la possibilità di sperimentare, a fronte di situazioni particolari e critiche ma con tutte le parti consenzienti, di poter cambiare società anche durante il corso della stagione per i tesserati di tutte le categorie.

E a proposito di diritti ritengo che una volta fissati i punti cardini che dovranno valere per tutti e in tutta Italia, su tutto il resto i Comitati Regionali dovranno avere, senza veti del Federale, il diritto ad una maggiore e sicura autonomia, così da poter redigere delle norme più consone alle esigenze e alla cultura dei propri territori di ogni singolo o più Comitati Regionali.

Un’altra questione che non è di poco conto e che mi è capitato più volte di ascoltare, sempre piuttosto sottovoce, riguarda le incompatibilità o meglio gli eventuali conflitti d’interesse.

Pur essendo consapevole che l’argomento non è tra i più semplici da affrontare capite che bisognerà pure iniziare a dipanare queste situazioni in modo che gli interessati sappiano che non potranno continuare a tenere il piede in più parti e che necessariamente dovranno scegliere dove tenerlo.

Questo passaggio è decisivo anche per sancire che il controllore e il controllato e viceversa non possono essere la stessa persona.

Naturalmente, ognuno a proposito di diritti, è libero di intraprendere qualsivoglia iniziativa sapendo però che qualora essa sia incompatibile e conflittuale non potranno continuare ad essere dei Dirigenti.

Altro tema è la burocrazia pubblica nella gestione gare e relativi permessi che vengono trattati con costi diversi e metodologie differenti dalle varie province e che potrebbero ulteriormente complicare la vita a noi e alle Società Organizzatrici se con la scomparsa delle Province e la creazione delle aree metropolitane, da tanti anni attese, non venissero semplificate e precisate al meglio le procedure dei permessi a noi necessari.

Voglio anche ricordare l’ulteriore gabella che è il famoso sopralluogo ANAS a cui la nostra Federazione ha messo mano ma che non è ancora cancellata e che diventa quindi un altro potenziale balzello oltre ad una sicura ulteriore complicazione.

Pertanto sul tema dei permessi non è più rinviabile un serrato confronto con la Regione di cui deve farsi promotore il Comitato Regionale.

Tutti noi abbiamo ogni settimana davanti agli occhi le classifiche delle gare Juniores e quelle di Elite/U23 dove nei primi cinque si trovano sempre le solite società che forti di sponsor e di regolamenti inadeguati monopolizzano le gare.

Il tesseramento di tanti atleti forti e plurime affiliazioni, deprimono la possibile competizione e rendono difficile la sopravvivenza di squadre minori che in assenza di risultati non riescono a trovare il supporto necessario per vivere e far correre ragazzi con tanta voglia e magari anche talentuosi.

Occorre che si prenda atto di questa situazione per fare le opportune modifiche ai regolamenti cosi da limitare lo strapotere dei soliti noti sapendo che tutto ciò non andrà a discapito dello sviluppo dei futuri campioni ma permetterà sicuramente un allargamento della base potenziale.

Per quanto riguarda le Riunioni Tecniche ritengo che andrebbero rivisitate in quanto stanno scadendo a semplici appelli delle Società, precisando per onor del vero, che fortunatamente non tutte hanno queste caratteristiche.

Voglio anche esprimere ad alta voce un mio pensiero rispetto a delle situazioni che accadono in diverse gare e che vi assicuro infastidiscono non poco tutti i presenti.

Personalmente sono sempre stato convinto e lo sono tuttora che nelle nostre gare i veri protagonisti siano e debbano essere le atlete e gli atleti, purtroppo questa mia convinzione viene a volte smentita da comportamenti sopra le righe da parte di alcune di quelle figure importantissime che nelle nostre gare garantiscono l’incolumità dei partecipanti e il corretto svolgimento delle stesse.

Naturalmente qui non ci sono regole da cambiare o cancellare sarebbe necessario e sufficiente che qualcuno dicesse a queste persone di usare il buon senso lasciando il protagonismo a chi gli aspetta di diritto.

E prima di finire, ma sicuramente non in ordine di importanza, voglio ricordarvi che non dobbiamo dimenticare che qui a due passi da dove ci troviamo si consumerà il grande evento di rilevanza mondiale chiamato EXPO che monopolizzerà il 2015 e che coinvolgerà non solo la Regione ma l’Italia intera.

Indubbiamente è questa una grande occasione che come

Federazione Ciclistica dobbiamo cavalcare con una grande manifestazione o con una giornata dedicata al Ciclismo.

Chiedo che il Comitato Regionale Lombardo si attivi presso il CONI Regionale e gli enti preposti per poter definire i contorni di questa straordinaria opportunità che non dobbiamo perdere.

Il mio contributo di idee e proposte agli Stati Generali della Lombardia finisce qui anche per non togliere ad altri il famoso diritto di poter esprimere le loro opinioni e le loro proposte.

Chiudo questo mio intervento con la convinzione che la straordinaria passione ed esperienza dei nostri Dirigenti di Società ancora una volta ci consentirà di uscire da questa pesante e prolungata difficoltà così da garantire al nostro bellissimo sport ancora tanti anni di grandi soddisfazioni.

Valter Cozzaglio

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Scopi ed agenda:

Stimolare il confronto e la riflessione a questo punto non più rinviabili sulle numerose criticità emerse nel corso dell’ultimo biennio e sulle principali questioni statutarie, coinvolgere direttamente la base, favorendone la partecipazione attiva alla vita federale e ribadendone la centralità tecnico-organizzativa, creare l’occasione per un necessario momento di verifica a me…tà del mandato quadriennale. Con questi obiettivi il Comitato Regionale Lombardo della FCI ha deciso di convocare per il prossimo 18 ottobre a Rho (MI) gli “Stati Generali del ciclismo lombardo”, i cui lavori si svolgeranno presso l’auditorium Padre Reina di Via Meda.
Tanti saranno ovviamente i temi all’ordine del giorno e al centro della discussione, che la Lombardia intende riprendere e rianimare, con il diretto e graditissimo contributo di idee e contenuti da parte di chiunque voglia parteciparvi con spirito costruttivo.
Questo è al momento il programma di massima della riunione plenaria del CRL:

Ore 9.30: saluto del Sindaco di Rho e delle eventuali altre autorità politiche presenti

Ore 9.40: intervento introduttivo del moderatore ufficiale

Ore 9.50: relazione del Presidente del CRL sul tema “Lo stato del CRL. Il territorio nella FCI”

Ore 10.00: interventi dei Presidenti degli altri C.R. invitati e presenti in sala. A seguire eventuali interventi dei Presidenti dei Comitati Provinciali della Lombardia.

Ore 10.40: chiusura interventi e fine della prima sessione dei lavori.

Ore 10.45: apertura della seconda sessione introdotta dalla relazione sul tema “Il CRL: conflittualità ed inadempienze gestionali”. A seguire interventi dei rappresentanti delle società affiliate.

Ore 11.15: replica del Presidente del CRL e fine della seconda sessione.

Ore 11.30: inizio della terza sessione con la relazione sul tema “Lo Statuto della FCI”. A seguire ancora interventi delle società.

Ore 12.30: pausa pranzo.

Ore 14.00: ripresa dei lavori, che saranno incentrati su questi tre temi, trattati in altrettante relazioni:
– L’attività agonistica
– L’attività promozionale
– Le organizzazioni

Ore 17.00: fine lavori

(Enriclo Landoni)

Oggi ci ha lasciato un amico, Gabriele Galbiati

LA SCOMPARSA DI GABRIELE GALBIATI (6 Settembre 2014)

Si è spento oggi, dopo lunga malattia, Gabriele Galbiati, collaboratore storico del Comitato Regionale Lombardo della Fci e da oltre trent’anni appassionatissimo responsabile del settore cicloturistico regionale, di cui è stato un insostituibile colonna e un fondamentale punto di riferimento. Nonostante la malattia, è stato presente anche agli ultimi raduni prima dello stop estivo, a dimostrazione del suo attaccamento a questo sport.

In questo momento di tristezza per tutti noi, il Comitato Provinciale di MIlano della FCI, assieme a tutti i tesserati e le Società Ciclistiche affiliate, si unisce al dolore della famiglia Galbiati, stringendola in un affettuoso abbraccio.

Le esequie si svolgeranno nella sua Lissone lunedì prossimo 8 settembre alle ore 15.45, presso la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, in Piazza Giovanni XXIII.

 

TROFEO ROSA ED AZZURRO

Carissime Società,

 vi ricordiamo che Domenica11 Maggio a Parabiago, organizzato dalla Libero Ferrario, si terrà una prova del Trofeo Rosa e in contemporanea una gara maschile riservata ai tesserati del nostro Comitato di Milano ed a quello di Monza e Brianza (il CRL manderà comunicazione ufficiale).

Cogliamo l’occasione per ricordarvi nuovamente i Campionati Provinciali che nel mese di Maggio si terranno a:

– Il 1° maggio a Gessate per gli Esordienti con due maglie in palio.

– Il 1° maggio a Bernate si terrà la prima prova (Fuoristrada) per la categoria dei Giovanissimi.  

 – Il 17 maggio a Buccinasco (gimkana) si terrà la seconda prova.

 NB: In entrambe le prove (fuoristrada e gimkana) si potrà partecipare con qualsiasi tipo di bicicletta

 Vi chiediamo di partecipare compatti a quelle che saranno delle bellissime giornate di ciclismo giovanile del nostro Comitato.

22-23 MARZO: Giornate FAI di Primavera al Vigorelli

22-23 MARZO: Giornate FAI di Primavera al Vigorelli

Non mancate a questa manifestazione!

FAI

In occasione delle “Giornate FAI di Primavera”, sabato 22 e domenica 23 marzo, il FAI – Fondo  Ambiente Italiano, in collaborazione con Comitato Velodromo Vigorelli, Museo del Ciclismo – Madonna del Ghisallo, Vostok Veloclub e Officine Sfera, riaprirà il Velodromo Vigorelli ai milanesi.

All’interno del velodromo e nelle sue immediate vicinanze si terranno:
* visite guidate;
* esposizione di biciclette da pista storiche, in collaborazione con il Museo del Ciclismo  – Madonna del Ghisallo, tra cui la bici del record dell’ora di Fausto Coppi;
* mostra fotografica “MiTomani – ritratti dalla Milano-Torino in bici da pista” di Angelo Ferrillo;
* Pettenella Cup – gara di surplace a partecipazione libera (22/3, ore 15);
* partenza della Milano-torino a scatto fisso 2014 (23/3, ore 08)

Vi invitiamo a visitare il sito:  WWW.VIGORELLI.EU

FAI e VIGORELLI 22-23 MARZO (cliccare per aprire e salvare o stampare)

ZANAZZI, RIBELLE IN BICICLETTA

(da “Pane e Gazzetta”, di Marco Pastonesi)

Marco Pastonesi

Renzo Zanazzi
Renzo Zanazzi

Ieri mattina, a Milano, è morto Renzo Zanazzi. Aveva vinto tre tappe al Giro d’Italia, una nel 1946 e due nel 1947, e indossato la maglia rosa tre giorni nel 1947.

Aveva quasi 90 anni. Fino a un anno fa, sulla carta d’identità la data di nascita poteva tranquillamente essere ritenuta incredibile e falsificata se fosse stato possibile valutare soltanto gli occhi, diabolici, le gambe, reattive, lo spirito, vulcanico, e le voglie, inesauribili. Insomma, quella che nel mondo del ciclismo si chiama fame, e che è la molla per tagliare il traguardo – anche solo per un attimo – prima di tutti gli altri.

Mantovano di Marcaria, milanese fin da piccolo, Renzo è sempre stato un grande se non grandissimo. Un grande trascinatore dei suoi due fratelli minori, Valeriano e Mario, anche sulle strade del professionismo. E un grande trascinatore nel ciclismo, in tutte le sue forme, su sterrato, asfalto, prati, pista, e poi da allenatore, dirigente, organizzatore, tecnico, e poi da cantastorie, testimone, ambasciatore, missionario, e sempre da corridore. Perché a parte l’ultimo anno, Renzo non ha mai smesso di andare in bici. Da quelle da corsa, dovunque, velocissimo, fino a quella fissa, in cantina, saltando anche sulle moto con cui allenava stradisti e pistard (anche Moser prima dei record dell’ora) e finendo su una bicicletta da donna in cui pedalava, quasi travestito per non farsi riconoscere da chi lo sapeva indistruttibile, inarrestabile, irrefrenabile, irriducibile.

Il suo ciclismo era quello avventuroso degli anni Trenta e Quaranta, poi quello di Bartali e Coppi, ma anche di Malabrocca e Pinarello, negli anni Cinquanta. Gregario di Bartali nella Legnano, gregario di Coppi in Nazionale, gregario di Magni nella Ganna. Eppure anarchico, ribelle, libero, sempre attaccante, cattivo, esplosivo, ostinatamente diretto, schietto, vero. Dinamite pura, la sua, perché il suo motore era così contadino e operaio, così semplice e umano, che gli bastava un solo caffè per mandarlo fuori giri e, nel caso, procurargli i crampi.

Zanazzi ci mancherà lungo i Navigli, fra le risaie, in quelle stradine silenziose che solo lui conosceva fin nelle crepe, nella ghiaietta, nei tombini. Ogni pedalata era una lezione, ogni curva un ripasso, ogni sguardo una battuta, ogni giornata una tappa.

La vita è un Giro infinito, amava dire. E invece è finito.