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Vittorio Feltri e sicurezza stradale: richiesta dimissioni dal Consiglio Regionale

Ieri, 25 settembre, Michele Scarponi – il grande ciclista professionista – avrebbe compiuto 45 anni. Non li ha potuti compiere perché il 22 aprile 2017 – mentre pedalava – è stato investito e ucciso da una persona alla guida di un camion.

Ieri, 25 settembre, Vittorio Feltri, Consigliere Regionale della Lombardia e direttore editoriale del Giornale, in occasione dell’evento “La grande Milano. Dimensione Smart City” al circolo filologico di Milano, ha detto: “i ciclisti mi piacciono solo quando vengono investiti”, come riportato dagli organi di stampa.

Come Michele, tante altre persone, purtroppo, oggi non sono più in vita dopo essere state investite e uccise mentre andavano al lavoro e/o si allenavano in bicicletta. A Milano – la città dove il Consigliere Feltri ha ritenuto di istigare all’odio e alla violenza – nel 2023 sono state investite e uccise, per esempio, Veronica, Cristina, Alfina, Francesca. Dietro ogni nome, una vita spezzata, una famiglia distrutta. In tutta Italia sono oltre 200 le persone che ogni anno vengono investite e uccise mentre pedalano: una strage continua che ci posiziona agli ultimi posti in Europa per la sicurezza stradale.

Chiediamo le dimissioni di Vittorio Feltri per la gravità delle parole espresse: non c’è scusa o ridimensionamento che possa valere di fronte a tale violenza verbale.

Tali parole, infatti – tanto più gravi quanto si consideri il suo ruolo istituzionale come rappresentante della collettività – rischiano di alimentare un clima di impunità per comportamenti aggressivi da parte di chi guida un veicolo a motore che mettono in pericolo la vita delle persone in bicicletta sulle strade.

Riteniamo il messaggio diffuso dal consigliere lombardo pericoloso perché esula il limite del singolo parere e diventa un’espressione di odio ingiustificabile e resa ancora più grave dalle carica istituzionale che temporaneamente riveste. Con queste parole Feltri mette concretamente in pericolo la vita sia della singola persona che decide di muoversi in bicicletta nei centri urbani, sia la categoria dei ciclisti sportivi.

Tutelare la vita e la sicurezza delle persone sulle strade è un dovere che va oltre le legittime scelte politiche di chi governa. Per questo Vittorio Feltri non può più essere un rappresentante delle istituzioni.

Chiediamo con fermezza che vengano intraprese azioni immediate per, in ordine:

1. Le dimissioni immediate di Vittorio Feltri dal suo incarico di Consigliere Regionale della Lombardia.
2. Una condanna pubblica di ogni forma di incitamento alla violenza stradale da parte di tutto il Consiglio Regionale della Lombardia
3. Un impegno pubblico del Consiglio Regionale della Lombardia a promuovere politiche che tutelino la sicurezza stradale, in particolare promuovendo comportamenti corretti dei conducenti dei veicoli più pesanti e veloci nei confronti degli utenti vulnerabili della strada.

A chi ci legge qui del Consiglio Regionale della Lombardia, o la nostra mail al riguardo, chiediamo di fare una scelta: tutelare la vita o incitare alla morte?